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La dimensione umana della malattia


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i protagonisti del film

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1i protagonisti del film Empty i protagonisti del film Mer Nov 23, 2016 10:49 pm

Flavio Cattani

Flavio Cattani
Admin

BEATRICE
Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi)  ha tutti i tratti della mitomane dalla loquela inarrestabile.
Squilibrata, chiacchierona, sedicente contessa, Beatrice è una ricca affetta da sindrome bipolare che è stata sposata con un avvocato vicino alla classe dirigente dell’epoca berlusconiana, ma poi ha avuto una relazione tormentata e distruttiva con un criminale.
Valeria Bruni Tedeschi nella parte della milionaria decaduta, ossessiva, sexy e completamente fuori di testa è impeccabile.
Una vita trascorsa a mentire, una vita che l’ha messa alle strette quando si è ritrovata innamorata di un uomo più bugiardo di lei. Ne nasce un amore malato, violento, esattamente le stesse caratteristiche con cui i medici arrivano a classificare Beatrice.
Beatrice è un'impicciona e  dal lessico forbito, pungente e sempre pronta a mettere i puntini sulle "i". Basta però sussurrarle "ti voglio bene" e lei, con un "grazie" di risposta, subito si calma.
E’ stata sfruttata da un uomo senza cuore e senza anima.
E’ in una comunità riabilitativa per bancarotta fraudolenta. Sembra non sapere cosa sia il denaro e lo spende come farebbe un bambino. E’ assolutamente simpatica e “matta” con il suo girare protetta da un ombrellino giapponese e da uno scialle di vera seta super firmato, dando ordini a destra e sinistra senza muovere un dito. Fa sorridere il suo esibire vestiti e amicizie e intimità coi potenti della Terra: da Armani a George Clooney, dei quali ha anche il numero di cellulare.
Non riesce a stare zitta: se lo facesse, come accadrà, finirebbe in un doloroso e silenzioso pianto. Le  parole, con cui riempie ogni attimo,  sembrano servire per non sentire il vuoto totale che la abita.
Beatrice ricorda a tratti la Carla de “Il capitale umano”.
Beatrice piega le norme a beneficio suo e di chi decide di volta in volta di favorire; anche con l’uomo per il quale ha sacrificato tutto e nel cui amore si ostina a credere, ciecamente, contro ogni evidenza. E questo è l’altro aspetto della sua patologia: il legame delirante e distruttivo con quell’uomo che l’ha sfruttata e rovinata, ma che lei continua a cercare.
Ha una madre fredda e distaccata. Da lei sappiamo che Beatrice a un certo punto rompe le regole del suo guscio di vetro con un’avventura amorosa con un poco di buono, a cui regala tutti i soldi, dilapidando così il patrimonio di famiglia. Da allora non è più una della famiglia e il solo vederla imbarazza tutti. La preferiscono morta.


DONATELLA
Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti) è una ragazza umile affetta da depressione, che vive nel tormento di un figlio dato in adozione e all’ombra di un padre inetto e di una madre incapace di amore.
Ex tossicomane, ex ballerina cubista nei locali della Versilia (al Seven), è una ragazza deprivata, il corpo magro segnato da tatuaggi dove ha scritto la sua povera vita: ha tentato di uccidere se stessa con il suo bambino che, per “inadeguatezza genitoriale”, i Servizi Sociali hanno dato in adozione a una famiglia.
E’ disperata. Giudicarla incapace è facilissimo eppure sa insegnarci come ama una madre, forse sbagliando… ma non sbagliano tutte le madri? Avrebbe avuto solo bisogno di sostegno alla funzione genitoriale, come di dice in gergo; ma invece è stata trattata come una criminale. Anche lei sfruttata e gettata via come uno straccio. Il suo dialogo con il bambino vale la visione del film. Forse l’incontro con il bimbo viene descritto in modo buonista… ma ci commuove e io mi sono commosso.

La descrizione del mondo maschile è decisamente negativa.
Gli uomini sono grotteschi e patetici (l’ex marito della Valdirana), squallidi e volgari (il padre del figlio di Donatella), inetti e superficiali (il papà di Donatella), oppure delinquenti.

C'è poi l'altra faccia della medaglia femminile, che vede le figlie confrontarsi con le madri. Mamme discutibili e poco affettuose, interpretate da Marisa Borini (vera madre di Valeria Bruni Tedeschi) e da una ritrovata Anna Galiena, entrambe da Virzì utilizzate quanto basta per completare l'architettura psichica ed affettiva delle sue protagoniste.

Flavio

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