CINEFORUM

La dimensione umana della malattia


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NON E' MAI TROPPO TARDI

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1 NON E' MAI TROPPO TARDI il Gio Apr 09, 2009 4:10 pm




Grazie a voi, e solo a voi, questo Cineforum ha avuto un buon livello di gradimento. Oserei dire un buon successo, fin oltre le aspettative. Ho finito stamani di visionare tutti i test di valutazione.
Chi lo ha progettato, il sottoscritto e l’amico Antonio Moriconi, sotto la guida spirituale di Petacco aveva in mente un’idea precisa e ambiziosa. L’idea era quella che quando un film affronta il tema della malattia e descrive i sentimenti della persona malata, favorisce (che piaccia o no) momenti di riflessione, interrogazione, dubbio, crisi (crisi benefica!).
Suscita e veicola sentimenti ed emozioni in modo straordinario.
Io non sono un sanitario, ma vi confesso che nessuna lezione magistrale, nessun libro, nessun articolo scientifico sarebbe stato capace di farmi vivere o rivivere esperienze di immedesimazione così forti, struggenti e realistiche come quelle da me provate dalla visione dei 4 film proposti.
Ho risentito con fragilità e drammaticità la situazione di dover affrontare la malattia dei miei familiari colpiti da demenza. Ricordate la sofferenza di Wendy e Jon Savage che si trovano improvvisamente ad affrontare la malattia del padre?
E come non ricordare la giovane 23enne Ann protagonista della Mia vita senza me? Anch’io a seguito di un banalissimo prelievo di sangue e una Tac ho scoperto qualcosa che non doveva esserci nel mio addome e sono stato immediatamente operato. Cosa può capitare a ciascuno di noi dopo un controllo medico? E quale tipo di medici ti può capitare di incontrare?
E come non ricordare la trappola dello scafandro, quel vibrante battito cardiaco e quell’angosciante prospettiva monoculare delle inquadrature? L’esistenza di quel film era necessaria. Ogni persona dovrebbe vedere “Lo scafandro e la farfalla”.
Fino all’ultimo film italiano “Si può fare” che ci ha voluto mettere in guardia, attraverso gli errori di Nello-Claudio Bisio, che nel nostro mestiere è insufficiente l’entusiasmo, lo zelo, il fare per tentativi, procedere per prove ed errori. Ricordate la battuta di Nello: “Quello che fa star bene me, farà star bene anche i matti!”. La bussola che orienta il nostro agire professionale deve piuttosto ispirarsi alla competenza professionale, etica, valoriale, allo studio, alla ricerca, al metodo.
Il 5° ed ultimo film, quello di oggi, è una commedia. E’ assolutamente consentito divertirci. E’ il film più leggero di tutti e l’abbiamo lasciato apposta in fondo perché volevamo congedarci con un sorriso.
E il futuro??? Qualcuno ci ha già pregato di pensare ad un prossimo cineforum. Può darsi. Penso di si. Si può fare: prendendo a prestito il titolo di un nostro film.
Ma io sto pensando da tempo anche ad un’altra cosa e vorrei proporre in autunno una nuova esperienza formativa sempre di tipo non tradizionale e fuori dall’aula.
Ora che abbiamo sdoganato e nobilitato il cineforum al punto tale da trasformarlo in percorso che produce crediti ECM, sto approfondendo un’altra tecnica espressiva o arte: la letteratura.
Penso proprio che promuoverò dei seminari itineranti sulla medicina narrativa per utilizzare poesie, versi, racconti, autobiografie che raccontino stati d’animo, dubbi, paure, tormenti aspettative, attese, domande, progetti di vita, naturalmente riferiti alle esperienze di malattia, o meglio alla dimensione umana della malattia. Le esperienze di malattia sono sempre parte di un progetto di vita, che ci piaccia oppure no. Raccogliere queste esperienze, e confrontarle, rende possibile la costruzione di percorsi terapeutici davvero condivisi. Proveremo anche questo. E voi sarete i primi ad essere invitati,perché i più sensibili, i più aperti e in grado di comprenderne finalità e scopi.
Mi congedo con una citazione tratta dallo straordinario scrittore sudamericano Gabriel Garcia Marquez che da anni lotta contro un terribile male: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.
Grazie a tutti di cuore.
FLAVIO CATTANI

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