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La dimensione umana della malattia


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50 e 50 (16 aprile 2013)

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1 50 e 50 (16 aprile 2013) il Mar Apr 16, 2013 8:22 pm

La locandina del film



Ultima modifica di Flavio Cattani il Mar Apr 16, 2013 10:15 pm, modificato 1 volta

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2 un primo commento il Mar Apr 16, 2013 8:36 pm

Affrontare questo tema in modo originale, o se non altro convincente, non era facile.

A mio parere "50 e 50" ci riesce bene: è un film sensibile, ironico, intelligente.
Ha saputo emozionarmi.

Adam (il 27enne protagonista) è comico proprio per il suo modo di "subire" quello che gli succede.

Il punto di forza del film è (come è già stato rilevato) la caratterizzazione dei personaggi: un campione d'umanità (il migliore amico, il padre malato di Alzheimer, la madre iperprotettiva, la psicologa giovane e inesperta, la capricciosa fidanzata, le sedute di chemioterapia in compagnia di due malati).

Lo sceneggiatore del fil, Will Reiser, ha voluto scrivere una sceneggiatura basandosi su un'esperienza che ha vissuto direttamente sulla sua pelle. Lui il cancro l'ha sconfitto e vuole comunicare al grande pubblico quanto sia importante, nella lotta al tumore, saperci scherzare su, saperlo prendere con ironia e coraggio senza però cadere nella superficialità.

Ricorda un po' il precedente film "QUASI AMICI" nella scelta di comunicare allo spettatore l'importanza fondamentale dell'ironia nella lotta a malattie particolarmente gravi.
Ridere delle disgrazie è più terapeutico del compatimento.

Ultima nota positiva riguarda la colonna sonora in cui non mancano pezzi dei Pearl Jam e dei Radiohead.

Si accettano pareri: pro o contro.

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3 Buongiorno mi chiamo Marina il Mer Apr 17, 2013 12:32 pm

Buongiorno Very Happy Very Happy Very Happy
innanzitutto volevo complimentarmi per l'inziativa formativa del CINEFORUM...amo il cinema e credo che possa offrire grandi opportunità per stimolare la crescita personale e professionale...poi lo spazio del forum è davvero splendido!!! un angolo dove ritrovarsi per condividere fra un impegno e l'altro...un pò come riprendere fiato e ripartire con il sorriso;-)
tornando alla discussione concordo sul fatto che usare l'ironia per affrontare il dolore di una malattia sia un atteggiamento importante sia per chi vive direttamente il problema ma anche per alleggerire le relazioni intorno.....tuttavia penso che .....ci si concede di sorridere quando siamo ad un livello di accettazzione profondo della
Malattia!!!
.............il viaggio è fuori ma soprattutto dentro ciascuno di noi....quanto desideriamo credere che la malattia non è una FINE ....ma vogliamo che diventi un'opportunità di trasformazione ....
altro lancio chi raccoglie e rilancia LA DISCUSSIONE?..un saluto e a presto Marina
Very Happy

Flavio Cattani ha scritto:Affrontare questo tema in modo originale, o se non altro convincente, non era facile.

A mio parere "50 e 50" ci riesce bene: è un film sensibile, ironico, intelligente.
Ha saputo emozionarmi.

Adam (il 27enne protagonista) è comico proprio per il suo modo di "subire" quello che gli succede.

Il punto di forza del film è (come è già stato rilevato) la caratterizzazione dei personaggi: un campione d'umanità (il migliore amico, il padre malato di Alzheimer, la madre iperprotettiva, la psicologa giovane e inesperta, la capricciosa fidanzata, le sedute di chemioterapia in compagnia di due malati).

Lo sceneggiatore del fil, Will Reiser, ha voluto scrivere una sceneggiatura basandosi su un'esperienza che ha vissuto direttamente sulla sua pelle. Lui il cancro l'ha sconfitto e vuole comunicare al grande pubblico quanto sia importante, nella lotta al tumore, saperci scherzare su, saperlo prendere con ironia e coraggio senza però cadere nella superficialità.

Ricorda un po' il precedente film "QUASI AMICI" nella scelta di comunicare allo spettatore l'importanza fondamentale dell'ironia nella lotta a malattie particolarmente gravi.
Ridere delle disgrazie è più terapeutico del compatimento.

Ultima nota positiva riguarda la colonna sonora in cui non mancano pezzi dei Pearl Jam e dei Radiohead.

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